MS-DOS – Un compagno di viaggio

Quei ricordi che hanno un odore e un sapore

I ricordi talvolta sono così nitidi e i colori così vividi che ti lasciano pensare che quel tempo non sia poi così lontano, e invece…
I primi computer che vidi erano sistemi anche senza monitor, con un output costituito da una piccola stampante esterna che scriveva, bada bene, con un micro pennino a inchiostro su un rotolino di carta più o meno come quello di un registratore di cassa dell’epoca. Il pennino, parliamo del ’78 o forse del ’79, si poteva cambiare per ottenere linee di colore diverso.

La stampante nella foto non è quella di cui parlavo, non ne ricordo la marca, tuttavia somigliava tantissimo a questo modello “commodore” trovato nel web a questo sito . Sono tuttavia certo che anche papà lanciasse spesso stampe di Hyperbolic come quelle in foto, ovviamente costruendone modelli che provenivano da equazioni. I computer che arrivavano a casa mia non li utilizzavo io. Li portava a casa mio padre, dopo aver staccato la solita mazzetta di assegni di notevole importo, e questo pezzo l’ho capito solo dopo. All’epoca avevo circa quattro anni e vedevo di sicuro ma non capivo un gran che. Intuivo solo che erano aggeggi bellissimi che producevano output affascinanti per ciò che potevano rappresentare agli occhi di un bambino. In ogni caso, per quanto volessi capire, intuire, o desiderare di toccare, quelli erano i tempi in cui un bambino non poteva neanche toccare il telecomando della televisione perché “si rompeva”. Ma questa è un’altra storia, e tutto sommato ne sono uscito indenne.

Penso fosse l’82 quando vidi per la prima volta un monitor a fosfori verdi, e sul computer era installato un gioco. Lo ricordo ancora con chiarezza, un coniglietto che dovevi guidare verso l’uscita di un labirinto, uscita che dovevi naturalmente trovare. Se mandavi il coniglietto a sbattere, si girava verso di te, incrociava le braccia e sbatteva il piedino con fare arrabbiato. Fantascienza. Quella scatola magica, alla luce del fatto che, strettamente sorvegliato, potessi interagire e toccare i tasti freccia della tastiera per guidare lo sventurato coniglietto, destava il mio interesse senza dubbio. Qualche mese dopo Space Invaders prese il posto dell’iracondo coniglietto per invadere anche le mie fantasie e testare i miei riflessi.

Negli anni a venire poi ci fu da parte mia un blocco emotivo. Di quella scatola magica imparai a disinteressarmene completamente: la odiavo. Mio padre era attaccato a un computer come una ventosa a un vetro. Programmava, e poche cose ti incollano a uno schermo come la programmazione. Scrivi, scrivi, e poi compili, e ciò che stai compilando prende a funzionare e ti senti come se avessi realizzato una magia. Poi, a un certo punto, alla millesima compilazione qualcosa si rompe. E se prima eri come una ventosa attaccata al vetro, poi diventavi una simbiosi con il vetro. Ore di sguardo fisso, cervello rullante, e ahimè una sigaretta dietro l’altra. Ogni sigaretta era la celebrazione del tasto f9 (compila). Ci sono passato. Lui è stato un pioniere e ci è passato prima di me. Fatto sta che questa macchina mi rubava il papà, e io non la adoravo affatto.

L’amore vero esplode diversi anni dopo, e piu precisamente all’epoca di Doom. Su un IBM 486DX 25 MHz con co-processore matematico della Compaq, girava come si deve. Ho visto molte albe tra Doom e Doom II. Ma quando chiudevo il gioco e mi liberavo della schermata nera, ecco che apparivano le magiche icone di Windows 3.1. Ricordo con affetto e nostalgia quelle icone semplici, ma che avevano tutto. Qualcosa trasaliva dalla pancia, una sensazione di passione. Come quando guardi il viso di una donna e capisci che ti piace, e inizi a desiderare di scoprirne pensieri, segreti, e la sensazione di un bacio, e il suo profumo quando ti avvicini lentamente alla sua guancia.

Solo qualche anno dopo, non ricordo, forse un paio, iniziai ad apprezzare anche l’immensa opportunità di quella schermata nera, apparentemente inutile anni prima, con solo quel “C:\”.
Papà mi fece vedere come quello stupidone dalla faccetta nera poteva risolvere una espressione matematica, o visualizzare una fotografia digitale, o pensa un po’, scrivere cose che rimanevano in memoria. Entrai in fretta nel vivo della situazione e scambiavo floppy disk come si scambiavano banconote alle Poste Italiane. I file pesavano, e quel PKZIP A:\FOTO.ZIP C:\MYDIR\*.* -RP oppure il suo opposto PKUNZIP A:\Fisica.ZIP Fisica.TXT C:\Dispense erano all’ordine del giorno.

Lanciavi il comando e il mitico trac trac del floppy disk iniziava le sue magiche operazioni. Solo dopo due o tre minuti compariva un messaggio di errore qualsiasi, e via, si ricominciava da capo. Ammetto che, una volta scoperto il DOS, divenne più utile per me di Windows, anche solo per il semplice fatto di poter realizzare piccoli programmi utili per qualunque cosa. Ero in un mondo tutto da scoprire e l’assenza di internet era complice nel non sapere cosa succedesse nella Silicon Valley se non grazie alla lettura delle riviste dell’epoca.

Tanto per fare il punto, e condividere, la mia rivista preferita era Mc-Microcomputer. Posso dire la più gettonata, ma non gettonata davvero perche non la acquistavo. Le comprava mio padre, e ne prendeva che io ricordi almeno 3 che erano per l’appunto MC-Microcomputer, Bit, e Nuova Elettronica. Quest’ultima, che era ben altro, la leggevo con interesse ma a differenza di mio padre non sperimentavo come faceva lui. Il suo laboratorio di elettronica, di cui non ritrovo foto era qualcosa di davvero speciale. Tra gli odori rimasti nella mente, l’odore delle saldature, della pasta salda e dei componenti tirati fuori fa vecchi strumenti smontati è ancora li a rendere nitidi i ricordi del tempo. Poi sono certo ci fossero almeno altri due o tre titoli che comprava regolarmente. Ricordo con certezza Audio Stereoplay e Suono, poi i miei ricordi si fremano. Evidentemente non trovavo interessanti le letture.
Tempo fa cercando ho trovato il sito di un certo Andrea de Prisco che nel suo sito https://www.digitanto.it/ ha costruito un archivio digitale di tutti i numeri della rivista Mc-Microcomputer. Grazie Andrea, le persone come te mantengono vive le passioni, la cultura e la storia dell’informatica.

E insomma che il DOS, acronimo di Disk Operating System, è uno dei primi sistemi operativi sviluppati per i personal computer. La sua nascita risale agli inizi degli anni ’80, precisamente nel 1981, quando Microsoft rilasciò MS-DOS per i computer IBM PC. Questo sistema operativo testuale consentiva agli utenti di interagire con il computer tramite comandi digitati sulla tastiera, rappresentando una svolta fondamentale nell’evoluzione dell’informatica personale.

L’utilità del DOS si è manifestata soprattutto negli anni ’80 e ’90, periodo in cui la maggior parte dei software erano progettati per operare su questa piattaforma. Grazie alla sua leggerezza e alla capacità di gestire direttamente le risorse del computer, il DOS ha permesso agli utenti di eseguire programmi, gestire file e configurare hardware con relativa semplicità. Anche se oggi è stato in gran parte sostituito da sistemi operativi più avanzati come Windows, il DOS rimane uno strumento prezioso per la gestione di vecchi software e per l’apprendimento delle basi dell’informatica.

Come aprire il DOS e conoscere i comandi

Su sistemi Windows moderni, il DOS vero e proprio non è più presente, ma è possibile utilizzare il Prompt dei comandi, che ne conserva molte funzionalità. Per aprirlo:

  1. Premi il tasto Windows sulla tastiera o clicca sul menu Start.
  2. Digita “cmd” o “Prompt dei comandi” nella barra di ricerca.
  3. Clicca sull’applicazione “Prompt dei comandi” per aprirla.

Una volta aperto il Prompt, puoi iniziare a digitare i comandi. Ecco alcuni comandi base per iniziare:

  • dir: mostra l’elenco dei file e delle cartelle presenti nella directory corrente.
  • cd [nome_cartella]: cambia la directory corrente nella cartella specificata.
  • cd ..: torna alla directory superiore.
  • copy [file_sorgente] [file_destinazione]: copia un file da una posizione a un’altra.
  • del [nome_file]: elimina un file.
  • cls: pulisce lo schermo del prompt.
  • exit: chiude il Prompt dei comandi.

Guida all’uso del comando HELP in DOS per scoprire i vari comandi

Il comando HELP in DOS è uno strumento molto utile che permette di visualizzare informazioni sui comandi disponibili nel sistema operativo. Ecco come utilizzarlo per scoprire e imparare i comandi DOS:

  • Aprire il Prompt dei comandi
  • Su Windows, premi il tasto Windows + R, digita “cmd” e premi Invio.
  • Si aprirà la finestra del Prompt dei comandi.
  • Visualizzare la lista generale dei comandi
  • Digita il comando:
  • Premi Invio.
  • Verrà mostrata una lista di comandi disponibili con una breve descrizione di ciascuno.
  • Ottenere informazioni dettagliate su un comando specifico
  • Per conoscere il funzionamento di un comando specifico, digita:

ad esempio:

  • Premi Invio.
  • Verrà visualizzata una spiegazione dettagliata del comando, inclusi eventuali parametri e opzioni utilizzabili.
  • Utilizzo del comando “nome_comando /?”
  • In alternativa, per molti comandi DOS puoi digitare:

ad esempio:

  • Questo mostrerà una guida rapida e le opzioni del comando.
  • Suggerimenti utili
  • Se un comando non produce risultati con HELP, prova a usare “/?”.
  • Alcuni comandi potrebbero avere documentazioni più estese disponibili online.
  • Pratica l’uso dei comandi in un ambiente sicuro per evitare modifiche indesiderate al sistema.

Esempio pratico:

Per scoprire come funziona il comando COPY:

oppure

Così otterrai tutte le informazioni su come copiare file e le opzioni disponibili.

Conclusione

Il comando HELP è uno strumento fondamentale per chi inizia a usare DOS o vuole approfondire i comandi disponibili. Usalo spesso per esplorare e imparare nuovi comandi e migliorare la tua padronanza del Prompt dei comandi. Conoscere e utilizzare il DOS o il Prompt dei comandi può essere molto utile per risolvere problemi, automatizzare attività o semplicemente per acquisire una maggiore familiarità con il funzionamento interno dei computer. Anche se il mondo informatico si è evoluto, il DOS rimane un tassello fondamentale non solo della storia dell’informatica, ma anche dei giorni d’oggi.

Grazie del tuo prezioso tempo

L.C.

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