AI e le immagini

Dal modem alla AI: viaggio tra pixel, prompt e ricordi

Era il 2001 e lavoravo su diversi siti web di e-commerce. Non c’erano CMS (Content Management Systems), non c’erano template preconfezionati, e il concetto di “responsive design” era fantascienza. Io mi occupavo dell’impaginazione grafica: dare forma alle pagine, definire gli spazi, immaginare dove sarebbero andati testi, immagini, pulsanti.
Il cliente sceglieva i contenuti, io li facevo respirare in spazi, righe e colonne.

Lavoravo in proprio, connesso tramite linea ISDN. Due linee di cui una sempre attiva. Una emorragia di denaro che ancora oggi mi provoca un dolori fantasma al portafoglio. L’ADSL in Italia era appena nata: Galactica Spa lanciò “Power Internet” a Milano il 1º gennaio 2000, seguita da Tin.it il 26 gennaio accende la magia in 25 città d’Italia. Ma nel resto del Paese ci volle tempo. Io aderii al mio primo contratto ADSL nel 2003. La bolletta scese a circa 300 euro al mese, telefono incluso. Disdissi l’ISDN, che pure era una bestia in termini di prestazioni, tuttavia a consumo.

Quando presentavo le bozze, l’intermediario analizzava il peso della grafica. Una pagina doveva pesare pochi kilobyte, perché l’Italia di allora, quella del popolo che navigava con modem a 56 kbps, aveva disponibilità di risorse limitate. Se il sito non era leggero, non si navigava. Gli e-commerce erano rarità, e i costi per realizzarli erano da capogiro. Oggi sono noccioline, rispetto ad allora che erano investimenti da pionieri.

Feci tanta esperienza, ma non diventai ricco. La grafica non era il mio forte. La programmazione, invece, sì. Non ero uno da “effetto wow” spontaneo: dovevo investire in strumenti per ottenere risultati professionali. Corel Draw fu il mio compagno di viaggio e durò per anni. Adobe Photoshop lo abbandonai presto, troppo costoso. Le confezioni però erano bellissime. Esporle era come per una donna girare per Via Condotti a Roma una borsa Prada.
Fino al 2010 usai software fantastici come AcdSee, Paint-Shop Pro, Kais Photo Soap (sparito presto), Power Ray for Windows, e altri. Se volevi un’immagine, avevi tre opzioni: la realizzavi, la compravi, o la cercavi nel mondo FTU (free to use).

Oggi l’AI stupisce il mondo con immagini e video incredibilmente realistici. Ma se vogliamo fare le pulci al web, ciò che vediamo oggi in termini di grafica è figlio di risorse che esistono da anni. La differenza è che ora sono a portata di pubblico, e il pubblico, come sempre, ha il dono e il potere di stupire.

L’arte di chiedere all’Intelligenza Artificiale

Avvicinarsi oggi al mondo dell’AI non significa affidarsi alla propria immaginazione. Significa saperla tradurre. Il risultato che ottieni non dipende da quanto sei creativo, o non solo, ma da quanto sei preciso nel descrivere ciò che vuoi. È la tua capacità di spiegarti, di dettagliare, di incorniciare la richiesta in modo chiaro, che fa la differenza.

Non è semplice, nemmeno se hai il dono della parola. L’ho sperimentato sulla mia pelle: la parte più complicata è ottenere coerenza tra una richiesta e la successiva. Basta cambiare un parametro apparentemente irrilevante e l’AI prende una strada diversa. Per questo ho sviluppato un sistema che parte da un principio semplice: l’obiettivo è il punto di partenza. E’ stato il miglior modo, tra tutti quelli sperimentati, che mi ha aiutato ad ottenere i risultati più vicini a ciò che desideravo.

Naturalmente parliamo della mia esperienza. Se si naviga si scoprono diverse guide che aiutano ad efficientare il rapporto con l’AI attraverso criteri diversi. Anche quei metodi non sono tutti uguali e non portano tutti allo stesso risultato. Tuttavia sono validi.
Tornando a noi, seguire pochi semplici passi ti aiuterà non solo ad ottenere un risultato, bensì il migliore e più vicino all’obiettivo che cerchi di conseguire. La guida è brevissima, tutto inizia dallo scegliere un’immagine che si avvicini di più a ciò che ti interessa e salvala temporaneamente sul tuo pc. Successivamente caricala su una piattaforma AI. Io uso Copilot di Microsoft, ma anche le altre blasonate fanno il loro dovere. Una volta caricata, scrivi: “Descrivi questa immagine nel modo in cui occorrerebbe descriverla per ottenere una immagine uguale dalla AI.” Attenzione, non è una frase magica, il concetto è semplicemente capire, almeno all’inizio come AI descrive le cose per capire come chiedere all’AI le cose. Lancia la richiesta, attendi pochi secondi, ed ecco la magia. Il risultato sarà una descrizione dettagliata, come questa:

Se prendi quel testo e lo usi come prompt per generare un’immagine, noterai con stupore che il risultato è praticamente identico, per lo più, a quello iniziale.

Coerenza, variazioni e controllo creativo

Vuoi ottenere versioni diverse ma coerenti? Mantieni la struttura della descrizione, cambia solo piccoli dettagli. Ad esempio:

  • Cambia l’espressione del soggetto: “sorride graziosamente con la lingua di fuori”
  • Modifica lo sfondo: “sfondo grigio” con “sfondo urbano futuristico” (comando che l’AI si è presa la libertà di ignorare).
  • Varia lo stile: “iperrealistico” → “stilizzato manga”.

Spero ti sia utile.

Grazie del tuo tempo

L.C.

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