Project Management – Respect Yourself

Rispetta le tue pianificazioni

Quel giorno, quello che ricordi come una foto nell’album dei ricordi. Rivedi come erano messe le sedie, la luce nella stanza e quel raggio che rischiarava solo una parte della parete disegnando una fessura luminosa. La tua mente ricorda gli odori nell’aria i volti sfocati delle persone che erano con te. Arriva quel giorno in cui sei in piedi, ti pieghi un po’ in avanti, e appoggi le mani a semi-pugno sul tavolo delle riunioni davanti a te. Le tue braccia sono le colonne che sostengono tutto il peso della tua giornata. Ti senti stanco, una sensazione di nodo alla gola sta salendo e ancora non arriva alla gola.

A respingerlo, quella sana sensazione che avverti quando sai di aver lavorato tanto e tutto riesce a collimare perfettamente. Sei tanto soddisfatto che quella sensazione respingerebbe uno tsunami se avesse un peso reale. Tiri un respiro profondo come se quel respiro potesse soddisfare una giornata intera senza aria. Ti guardi intorno. Ti chiedi se hai gestito tutto. E ti rendi conto che è una prima volta. È quella volta in cui hai gestito tutto, e quel tutto è esattamente come avevi pianificato. Perfino i problemi, quelli infidi che si annidano come insetti sgraditi tra le pagine dei contratti. Tutti gestiti. Per ogni problema hai ideato una soluzione pronta all’uso. E allora la sensazione arriva: quella che scalda il petto, riporta energia in ogni arto del tuo corpo e ti fa sentire bene. Sei un project manager di progetti tosti. Ti guardi intorno e ti senti più grande, più maturo, più pronto. Sei giovane, e per la prima volta ti senti realmente padrone di tutto.

Mentre ti culli tra sensazioni e silenzi, una vibrazione ti riporta alla vita reale, all’odore della stanza in cui ti trovi, al profumo che indossano i colleghi appena usciti. È il telefono che ti ricorda di guardare qualcosa in agenda. “Ah sì, pianificazione bisettimanale.” Leggi e ti dici: “Poi.”
Ti alzi, prendi in mano qualcosa da sistemare, giri il notebook nel tentativo di guardare l’agenda dalla posizione in piedi. Qualche secondo e ti senti stanco. Tutto sommato, seduti è meglio. E osservi quell’impegno, il tuo impegno. Hai anche pianificato di chiamare “Tal dei Tali” alle 14:40. Lo fai. Puntuale, preciso, impeccabile. Alle 16:00 hai fissato la revisione delle pianificazioni bisettimanali. Ma non la fai.
Perché? Perché quell’attività è “solo tua”. Nessuno ti aspetta eccetto te. Nessuno ti giudica. Nessuno ti ricorda che anche tu sei la parte fondamentale della tua pianificazione.
Eppure lo sei. E lo sai.

Il tranello del tempo

La pianificazione è uno strumento di controllo, di gestione e di concentrazione. Ecco perché seguirla è un gesto di rispetto, in primo luogo verso te stesso. Quando pianifichi un’attività esterna, stai dicendo: “Questa cosa è importante.” Quando la rispetti, stai dicendo: “Io sono affidabile.” E il mondo fuori può contare su di te. E allora perché quando pianifichi qualcosa per te, e la ignori? Perché? Perché rispetti tutti gli impegni verso l’esterno e non rispetti quelli verso di te? È un tema. E la traccia del tema va rispettata, perché solo l’aderenza alla traccia ti permette di svolgere un tema degno del voto che pretendi. E tu, PM, sei anche il correttore del tuo compito.
Cadi nel tranello i cui ti attiri da solo, quello in cui pensi di essere il padrone del tempo e dei suoi segreti. Non funziona così. Il tempo non è un dipendente. È un capo rigido e poco aperto al dialogo, e se non lo rispetti, ti lascia fuori dalla riunione.

Rispetta prima di ogni cosa le tue pianificazioni. Se lo fai, puoi migliorare ulteriormente tutto il tuo modo di pianificare. Oltretutto, dai a te stesso l’importanza che hai. Nella nostra mente, quando tralasciamo qualcosa è perché gli diamo meno importanza. Quindi, quando guardiamo una pianificazione nostra che migliora o riorganizza le nostre attività e non le diamo il giusto peso, è come dire che non diamo a noi stessi il giusto peso.

Questo articolo non si prefigge di entrare nel tecnico, né di insegnarti a scaldare l’acqua. Si prefigge solo di lanciarti un messaggio, forte, coerente e potente: rispetta le tue pianificazioni e le tue attività come se il project manager che incarni fosse il tuo cliente e viceversa.

Respect yourself. E se serve, schedula nuovamente anche il rispetto. Ma non cancellarlo.

Grazie del tuo tempo.

L.C.

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