I cookie: delizia e dannazione

Tutto dipende sempre da quante volte in una giornata facciamo le cose. Se leggiamo tanto, ad esempio, cerchiamo un posto che ci permetta di leggere comodamente, con la luce giusta e dalla giusta direzione, creando intorno alla zona di lettura il microclima che ci trasmette la tranquillità idonea a farci trasportare dalle cose che leggiamo. Se ci piace cucinare e usiamo farlo in maniera intensiva, o quanto meno hobbistica, ci circondiamo di strumenti che rendono il cucinare “comodo” oltre che piacevole.
Pochi nel mondo del web sembrano tradurre il concetto di comodità per applicarlo ai coockie. I biscottini telematici sono davvero una cosa utile, perché permettono, ad esempio, che le offerte nei banner pubblicitari, ormai inevitabili siano contestualizzate. Sui siti internet quando gironzoliamo per hobby o per lavoro, riconosciamo offerte il più possibile mirate e allineate ai nostri gusti. Quello appena fatto è un esempio banale, ricordiamoci però che come tutto ciò e che esiste e che appartiene al mondo del digitale, se ben usato è utile, e ovviamente per la legge del contrario, se male utilizzato assume caratteristiche fastidiose, oppure scomode e talvolta dannose. In questo caso siamo noi a doverci difendere al meglio, sapendo cosa è giusto fare. Come sempre, partiamo intanto dal “sapere”.
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Peccato dirlo, ma è proprio da li che parte la dannazione di dover rispondere decine di volte al giorno accettando o rifiutando sulle finestre di consenso che appaiono frequenti nel web.

Una risposta a “I cookie: delizia e dannazione”

  1. Avatar Romerio
    Romerio

    io ne ho impiegati 98, cmq simpatico, sintetico e preciso

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